Cannabis come rimedio al mal di testa: la medicina ne riscopre l' efficacia

La cannabis fu levata dalle sostanze prescrivibili della farmacopea degli Stati Uniti e dell’Europa nel 1941, in seguito alla sua resa illegale nel 1937, e il Journal of American Medical Association sostenne, un anno dopo, che la marijuana fosse più efficace dell’ergotina, il farmaco classico utilizzato per la cefalea.


L'uso della Cannabis per il dolore di testa risale a parecchi secolo addietro.

La prima inequivocabile descrizione è quella di un medico persiano del nono secolo , e sappiamo che nel Medio Evo la medicina araba era la più evoluta. Anche Santa Ildegarda, famosa erborista del XII secolo, la propone come cura:" Chi ha il cervello pieno e dolori alla testa può mangiarla e i dolori saranno ridotti".

A cominciare dalla metà del diciannovesimo secolo la Cannabis fu introdotta sempre più nella medicina ufficiale, e l'emicrania divenne una delle indicazioni più frequenti. Importanti trattati di terapia del tempo la menzionano per questo scopo, e famosi clinici la consigliano. Ad esempio Edouard C. Seguin, presidente della Società Neurologica di New York affermò:" ..con l'uso prolungato della Cannabis indica l'emicrania o il mal di testa può essere curato, spesso alleviato, o mitigato in severità". Simili pareri si ritrovano nella letteratura medica per decine d'anni, e ancora nel 1915 Sir William Osler, uno dei padri della moderna medicina, sentenziava sull'emicrania: "Cannabis indica è probabilmente il rimedio che dà maggiori soddisfazioni".

Si può affermare che la Cannabis fu considerata per circa un secolo nella letteratura medica occidentale una delle migliori terapie per l'emicrania, se non addirittura la migliore.
 A quei tempi la cannabis era prescritta accompagnata dall’assoluto riposo, così come oggi, naturalmente, fanno anche molti soggetti emicranici che, dopo averla assunta, si mettono a letto, al buio, aspettando passino i dolori. 

Perchè la cannabis funziona con l'emicrania?

Il motivo per cui la cannabis funziona è molto semplice, ma conosciuto solo in qualche università. Nel 1992 è stato scoperto che il corpo umano produce marijuana endogena (cannabinoidi prodotti internamente dal corpo, chiamati Anandamide, beatitudine in sanscrito) per i suoi recettori (denominati CB), molti dei quali presenti nel cervello oltre, che nel resto del corpo. Nel cervello, i recettori dei cannabinoidi sono localizzati nelle aree dedicate alla nocicezione, il processo sensoriale che rileva e convoglia i segnali del dolore. In particolare i recettori sono nella zona grigia pariacqueduttale, ritenuta responsabile dell’insorgenza della crisi emicranica.
Ethan Russo, dell’Università di Washington, probabilmente la maggiore autorità al mondo su questo argomento, in una sua ricerca pubblicata su Neuroendocrinoly Letters, sostiene come l’emicrania, la fibromialgia, la sindrome dell’intestino irritabile e altre condizioni resistenti al trattamento farmacologico allopatico, sono determinate  da una
carenza clinica di endocannabinoidi (CECD, Clinical endocannabinoid deficiency) nel corpo. In pratica, ai recettori del cervello non arrivano gli endocannabinoidi anandamide e ciò provoca il mal di testa. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18404144)
 
In una rassegna pubblicata su Pain [
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9696453?dopt=Abstract], la più importante rivista scientifica sul dolore, l'autore sostiene che :

  •  La Cannabis ha una lunga storia di uso efficace e sicuro nel trattamento e nella profilassi dell'emicrania. 
  • La Cannabis sembra modulare i processi nocicettivi nel cervello, e può interagire con la via serotoninergica e altre vie implicate nell'emicrania. 
  • La Cannabis ha inoltre riconosciute proprietà anti-emetiche, utili nel trattamento dell'emicrania. 
  • La Cannabis, quando inalata, è rapidamente attiva, saltando l'assorbimento intestinale, marcatamente ridotto nell'emicrania, e può essere dosata in maniera esatta alla richiesta del paziente. 

 
Sulla base di tali premesse i derivati della Cannabis
potrebbero rappresentare il farmaco ideale per il trattamento dell'emicrania, specie ove si consideri che le terapie attualmente disponibili per il trattamento dell'emicrania, talora gravate da pesanti effetti collaterali, risultano non completamente efficaci in circa il 30% dei casi.
 
E' auspicabile che si giunga in breve a una sperimentazione clinica con i derivati della Cannabis nella lotta all' Emicrania, definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità 
"una malattia che non uccide, ma non lascia vivere".

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